Undici società informatiche a maggioranza pubblica che rispondono alle esigenze delle pubbliche amministrazioni dei loro paesi. Insieme hanno 27.000 dipendenti e forniscono servizi utilizzati da oltre 113 milioni di cittadini europei e, oltre a fornire servizi al settore pubblico e mantenere infrastrutture informatiche critiche, come organizzazione a livello di UE hanno il compito di rafforzare la sovranità digitale e garantire l'indipendenza tecnologica. 

Questo è l'ecosistema rappresentato da EURITAS l'organizzazione europea dei fornitori pubblici di servizi IT per la pubblica amministrazione di otto paesi europei, il cui “Annual General Committee” si è tenuto il 9 e il 10 giugno a Spalato, in Croazia. Il Direttore Generale Cineca, David Vannozzi, è il rappresentante italiano nel Consiglio Generale, nominato da Assinter, Associazione italiana delle imprese in house.

L'obiettivo dell'incontro, che ha presentato aziende e organizzazioni provenienti da Austria, Danimarca, Finlandia, Croazia, Paesi Bassi, Italia, Germania e Svizzera, è stato definire le strategie per i prossimi due anni dopo l'elezione a marzo della nuova governance di EURITAS. 

"La sicurezza e la disponibilità di infrastrutture e dati sono elemento fondamentale per il funzionamento della pubblica amministrazione, ha dichiarato nel corso dell'incontro il DG Cineca David Vannozzi, ma il ruolo delle società e delle associazioni di enti in house nei diversi paesi europei è ancora più strategico, perché è sempre più importante garantire l'indipendenza tecnologica della pubblica amministrazione rispetto a player commerciali, anche attraverso lo sviluppo di proprie soluzioni software per la gestione dei dati dei cittadini europei".

La sovranità digitale, infatti, è oggi una questione centrale per l'UE, dato che oltre il 90% dei dati occidentali è archiviato su server di proprietà di società non UE che non sono soggette alle leggi europee sulla protezione dei dati, e tra le prime 20 società tecnologiche non ci sono società dell'Unione Europea. Questo stato di cose, e la dipendenza da fornitori monopolistici che non sono soggetti alle regole europee, è un'evidente debolezza strategica dell'UE, riconosciuta dalla Commissione Europea. Questo tema è stato affrontato nel corso dell'incontro, parallelamente ai temi del cloud europeo, dell’open source e della partecipazione ai progetti europei.