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I supercomputer per le simulazioni 3D delle eruzioni vulcaniche

13 Aprile 2017

Negli ultimi anni, la comunità scientifica internazionale ha condotto diversi studi sulle eruzioni vulcaniche, che sono considerate una delle principali emergenze naturali dalla Comunità Europea.

Nel contesto del progetto europeo SPEED, condotto da INGV, Protezione Civile, in collaborazione con il Cineca, è stata realizzata una simulazione dell'eruzione dell’area vulcanica dei Campi Flegrei.

Il filmato realizzato è basato sull'elaborazione in tempo reale dei dati emersi dalle ricerche degli scienziati, fatta dai supercalcolatori del Cineca. In rosso sono indicate le temperature dei gas emessi, che oscillerebbero tra i 100 e i 350 gradi, e che in pochi minuti raggiungerebbero il mare. Il progetto, realizzato nel 2006, è tutt'oggi di stretta attualità e rappresenta un importante strumento di simulazione per la Protezione Civile. Il sito di Repubblica ne ripropone il filmato.

Perchè tanto interesse per il problema "eruzioni"? La Campania, e in particolare l'area del Vesuvio e dei Campi Flegrei, è la regione europea più esposta al rischio vulcanico in particolare per l'alta densità abitativa della zona circostante. Poter calcolare il rischio per la popolazione, prevedere in tempo le eruzioni, saper fronteggiare eventuali emergenze è una priorità per tutelare la sicurezza dei cittadini e dell'ambiente circostante.

Il progetto Exploris, finanziato dalla Comunità Europea, e successivamente il progetto Speed, hanno portato allo sviluppo di nuovi strumenti e metodologie per la stima del rischio, come ad esempio i modelli matematici in grado di simulare le eruzioni esplosive in determinate condizioni e con tecnologie tridimensionali, consentendo nel contempo l'analisi della vulnerabilità delle strutture e delle popolazioni, e lo sviluppo di protocolli e metodi probabilistici per la stima del rischio. La peculiarità del progetto, oltre all'aver trasformato i risultati del progetto in immagini tridimensionali, facilmente interpretabili anche dalla protezione civile e dal pubblico, è stato l'approccio scientifico fortemente multidisciplinare, che ha coinvolto geologia, fisica, matematica, informatica, ingegneria, architettura e medicina. Il progetto è descritto in un articolo della nostra rivista "Notizie dal CINECA".