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Machine Learning per la ricerca scientifica

3 Agosto 2018

La ricerca scientifica è sempre stata pioniera nell'adozione delle nuove tecnologie. Dai computer a Internet, diversi sono gli esempi di tecnologie innovative adottate dalla scienza e poi diffuse capillarmente nella società. Tra le più interessanti novità in questo ambito c'è sicuramente l'utilizzo della tecnica di Machine Learning per la fisica.

La tecnica di Machine Learning, "apprendimento automatico" non è una novità in sè, essendosi diffusa negli anni Novanta, ma il suo utilizzo è in fortissimo aumento proprio in questi ultimi anni in tutti gli ambiti della ricerca grazie alla crescita di capacità di calcolo a disposizione degli scienziati.

Questa tecnica è particolarmente utile nella fisica delle particelle, dove le moli di dati da analizzare sono impressionanti. Per esempio alcuni esperimenti dell'acceleratore LHC usano il Machine learning per i dati provenienti dalle collisioni di particelle: esperimenti che possono generare in un secondo tanti dati quanti Facebook ne raccoglie in un anno (oltre 50 Terabyte).

Il 2 agosto la rivista scientifica Nature ha pubblicato un articolo che fa il panorama delle ricerche in corso, e delle prospettive per il futuro: considerando la complessità delle sfide che ci aspettano, per il mondo della ricerca diventa sempre più importante "fare sistema", rafforzando le collaborazioni tra enti (e istituzioni) a livello locale e nazionale per arrivare a competere con la ricerca internazionale. Come la collaborazione tra gli enti di ricerca del territorio bolognese, descritta in una nota dell'INFN:

“Questa attività di punta sul Machine learning si inquadra perfettamente negli investimenti che l’Infn sta facendo nell’area bolognese dove prevede di potenziare il proprio Centro di calcolo nazionale (Cnaf) trasferendolo nell’area del tecnopolo e integrandolo con quello del Cineca. Si andrebbe così a costituire uno dei più grandi poli di calcolo europei” commenta Antonio Zoccoli, della giunta esecutiva dell’INFN e professore dell’Università di Bologna. L’Università di Bologna è fortemente impegnata nel campo dei big data, con una serie di iniziative che coinvolgono istituzioni, centri di ricerca, centri di calcolo e università del territorio.