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Il supercomputer Marconi apre una nuova era del restauro made in Italy

6 Giugno 2017

L’Università di Cagliari utilizza il supercomputer Marconi per un progetto volto a preservare i monumenti grazie alla chimica computazionale. L’obiettivo della ricerca è comprendere la capacità dei prodotti consolidanti inorganici di interagire con la superficie di materiali litici carbonatici come il marmo, e di svolgere un’azione protettiva e di restauro nell’ambito della conservazione dei beni culturali.  

“Il progetto approvato – spiega il professor Massimiliano Arca, responsabile del progetto - comporta uno sforzo computazionale notevole, e per questo il Cineca ci ha assegnato il più nuovo e potente dei supercomputer per calcolo scientifico ad alte prestazioni (MARCONI), inaugurato poche settimane fa dal ministro Valeria Fedeli”.

Il gruppo di lavoro simulerà le possibili interazioni delle superfici lapidee a contatto con le principali sostanze per la cura e la conservazione dei beni archeologici e culturali, seguendo i principi ingegneristici della simulazione di un ponte, con i suoi elementi di forza ed eventuali criticità, grazie a un software CAD.