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Il Teatro virtuale

Il nostro spazio di visualizzazione e comunicazione è il Teatro virtuale. Fisicamente, l'ambiente ricorda una piccola sala cinematografica, ma a renderlo "speciale" sono uno schermo semicilindrico di tre metri per nove, due proiettori per la visualizzazione tridimensionale, e un computer che guida la rappresentazione. 
L'idea alla base di un teatro virtuale, pilotato da calcolatori e che fa uso di potenti proiettori per la visualizzazione tridimensionale, è, come per le origini greche del teatro, quella di uno spazio dedicato alla visione, per capire. Guardare per capire, significa guardare non in modo passivo ma in forma attiva, interagendo con le informazioni e i modelli.

A livello informatico significa creare applicazioni interattive di visualizzazione scientifica che consentano l'esplorazione di grosse moli di dati che provengono fonti diverse, o da sensori (ambientali o anche di tipo medico) o visualizzare risultati di simulazioni esempio ad fisica terrestre, meteorologia, fisica della materia, astrofisica, chimica, studio di molecole...

Presso il teatro virtuale è possibile immergersi nelle immagini tridimensionali della realtà virtuale applicata alla ricerca scientifica: dalla bioingegneria ai beni culturali, dall'astrofisica alla fluidodinamica. Un percorso alla scoperta delle potenzialità dei supercalcolatori e della visualizzazione scientifica, che permettono di convertire equazioni complesse in coinvolgenti immagini di immediata comprensione. Una fonte importante per il ricercatore, che puo' provare visivamente le proprie ipotesi, e per il pubblico, che può entrare, nel vero senso della parola, dentro ai risultati della ricerca.

Nel 1999, quando il teatro virtuale venne installato, si trattava di un'iniziativa unica: il primo ambiente virtuale e interattivo in Italia e uno dei primi in Europa. Oggi, con il rapido progresso della tecnologia, è possibile sperimentare la tridimensionalità e l'immersività anche tramite infrastrutture più semplici, o addirittura portatili. Utili per esempio nell'allestimento di percorsi museali, o in ambito didattico e divulgativo.
Per esempio, presso l'Urban Center di Bologna, situato al secondo piano della biblioteca Sala Borsa, in Piazza del Nettuno, è disponibile il "Cineca Virtual Atelier", uno spazio a disposizione di scuole e iniziative culturali, didattiche e divulgative.