Energia: E' made in Italy il supercomputer Ue per la fusione


 


  


Bologna 14 settembre 2018 - ENEA e CINECA hanno vinto una gara internazionale per realizzare in Italia un supercomputer di ultima generazione per la ricerca europea sulla fusione nucleare, in grado di eseguire 8 milioni di miliardi di operazioni al secondo (8 Pflops) e dotato di processori di ultima generazione.


A partire dal 2019 e per cinque anni, i due enti italiani forniranno servizi di calcolo ad alte prestazioni (HPC) e storage di dati per EUROfusion, il consorzio europeo per lo sviluppo dell’energia da fusione e gestiranno il supercalcolatore installato presso il centro di calcolo del CINECA per la simulazione numerica della fisica dei plasmi termonucleari e l’analisi strutturale dei materiali avanzati per applicazioni energetiche. 


Alla cerimonia inaugurale del servizio, che si è tenuta presso la sede CINECA di Casalecchio di Reno, hanno partecipato il Presidente dell’ENEA, Federico Testa, il Direttore del CINECA, David Vannozzi, il Direttore del progetto Eurofusion, Tony Donné, Direttore Dipartimento Fusione e tecnologie per la sicurezza nucleare ENEA, Aldo Pizzuto, e il Direttore del Dipartimento Supercalcolo Applicazioni e Innovazione del CINECA, Sanzio Bassini.


ENEA referente del progetto e membro di EUROfusion, provvederà alla gestione dei servizi HPC e di supporto applicativo agli utenti del consorzio, mentre CINECA metterà a disposizione il supercalcolatore, una partizione del principale computer di ricerca italiano MARCONI, con una potenza di picco di 16 Pflops che lo colloca al 18° posto tra i 500 computer più potenti nel mondo.


Il progetto, finanziato da EUROfusion, sarà di supporto anche a DTT, il polo di eccellenza internazionale per la ricerca sulla fusione nucleare che sorgerà all’interno del Centro ENEA di Frascati per fornire risposte scientifiche, tecniche e tecnologiche cruciali nel settore e ricadute di grande rilievo: ideato dall’ENEA in collaborazione con Consorzio RFX, CNR, INFN, CREATE e molti tra i più prestigiosi atenei italiani, DTT vedrà coinvolte oltre 1500 persone, con un ritorno stimato di 2 miliardi di euro, a fronte di un investimento di circa 500 milioni di euro. Non solo. Dopo aver chiamato alla sfida della fusione oltre 500 imprese che si sono aggiudicate contratti del valore di 1 miliardo di euro (circa il 60% del totale delle commesse europee), ENEA punta a generare nuovi contratti per altre centinaia di milioni di euro nei prossimi 5 anni. 


 


ENEA è l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, con 9 centri di ricerca in tutta Italia e oltre 2.600 dipendenti. Nel ruolo di coordinatore del programma nazionale di ricerca sulla fusione e partner dell’agenzia europea Fusion for Energy (F4E) e del Consorzio EUROfusion, ENEA contribuisce ai maggiori programmi internazionali nel settore: oltre a ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor) - la macchina per la fusione in via di realizzazione in Francia, a Cadarache  - anche DEMO, il reattore che dopo il 2050 dovrà immettere energia elettrica da fusione nucleare in rete e Broader Approach, l’accordo euro-nipponico finalizzato a una più rapida esecuzione del programma di ricerca mondiale sulla fusione nucleare. www.enea.it


EUROfusion è il consorzio europeo per la ricerca sulla fusione nucleare al quale aderiscono 29 istituzioni di ricerca di 27 Paesi. Dal mese di luglio è guidato dall’italiano Ambrogio Fasoli, responsabile del programma fusione svizzero e docente de l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne. Istituito nel 2014 gestisce e finanzia attività di ricerca nel campo della fusione nucleare per conto di Euratom. www.euro-fusion.org.




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