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Colonizzazione a Banda larga

7 Novembre 2006

I moderni sistemi di telecomunicazione consentono una diffusione rapida e capillare delle idee. La tecnologia rende intelligenti gli ambienti e moltiplica le occasioni di scambio, ma dall'apertura democratica potenzialmente illimitata nasce la necessità di discernere e governare l'overdose di informazione. Questo scenario porta con sé il rischio che i sistemi culturali più forti, finiscano per sovrastare il panorama delle fonti di informazione, fino ad una nuova e pervasiva colonizzazione culturale del mondo.

Ne parleranno il 9 novembre alle ore 18.00 il prof. Roberto Grandi, Prorettore per le relazioni internazionali dell'Università di Bologna e il prof. Bruno Riccò, professore di Elettronica presso l'Università di Bologna, esperto di tecnologie dell'informazione e scrittore, assieme a Elisabetta Tola, giornalista e comunicatrice scientifica, e, in collegamento in videoconferenza dal Teatro Virtuale del CINECA, Antonella Guidazzoli, responsabile delle attività di visualizzazione scientifica applicate ai beni culturali del Consorzio.

L'occasione è data dall'evento "Colonizzazione a Banda larga" che si terrà nell'ambito della manifestazione di divulgazione scientifica Cronobie, promossa dal Comune e dall’Università di Bologna.

Segui l'evento in streaming video

"La tecnologia, sempre più sofisticata ed ergonomica che scompare dentro gli oggetti fa sì che noi riusciamo a comunicare con essi proprio come facciamo con le persone. Le reti a banda larga estendono all''infinito i legami e lo scambio di dati e di testi. Il professor Bruno Riccò analizza per prima cosa il contesto. I sistemi elettronici, sempre più integrati, consentono una gestione ottimizzata delle risorse (basti pensare alla sicurezza delle case, al supporto ai disabili, o ancora per la gestione degli impianti industriali o dell'elettronica delle automobili...). Contemporaneamente, la disponibilità di reti potenti per lo scambio di informazioni, la "banda larga" appunto, moltiplica sia la quantità dei contenuti erogabili, sia le modalità di fruizione dei contenuti stessi (video a alta definizione, conferenze multiple, interattività...).

Ipotesi futuribili? Niente affatto. Il futuro è già una realtà, e la si può toccare con mano. Come? I contenuti stessi dell'incontro si faranno metacomunicativi. Il meccanismo sarà svelato e l'attenzione dal contenuto si sposterà sul mezzo. Il dialogo, infatti, verrà trasmesso in streaming video su Internet. Non solo. I relatori in sala passeranno la parola ad altri relatori che dal Teatro virtuale del CINECA dialogheranno in videoconferenza. Antonella Guidazzoli aprirà un link sulle applicazioni rese possibili in un ambiente di grafica immersiva e racconterà al pubblico di Cronobie come la computer grafica renda possibile realizzare scenari navigabili che aiutino a capire meglio i dati scientifici: quelli ad esempio provenienti da sensori di tipo medico come le Tac, i risultati di simulazioni come l'evoluzione delle galassie o lo studio delle molecole, o come in questo caso l'archeologia.

Nel corso del collegamento in videoconferenza si vedrà la ricostruzione virtuale del centro di Bologna, realizzata nell'ambito del progetto NUME (NUovo Museo Elettronico della città di Bologna) del Dipartimento di discipline storiche dell'Università. Si vedrà via Rizzoli come si presenta oggi, ma sarà possibile andare indietro nel tempo e vedere come era la città nel Duecento o nell'Ottocento. Non un film, ma un'applicazione interattiva guidata da un computer in cui è possibile muoversi tra le immagini ricostruite grazie al lavoro di storici e di informatici.

Come in tutti i nuovi scenari, però, alle opportunità si affiancano le minacce, i timori. "Questo eccesso di informazione - prosegue nella sua anticipazione Riccò - genera una specie di rumore". L' apertura democratica alla creazione e alla pubblicazione dei contenuti, accessibili liberamente dal pubblico, potrà dar luogo ad un eccesso di informazioni disponibili. L'utente, che già oggi in Internet si è trovato a dover sviluppare nuove competenze per selezionare le fonti autorevoli cui dare credito, sarà sempre più sommerso da dati e informazioni. Una Iper-internet dunque dove tutti possono dialogare con tutti (in modo individuale e collettivo), nonché riversare e/o prelevare contenuti.

Troppe informazioni rischiano di diventare nessuna informazione: dal rumore indistinto è possibile che soltanto poche sorgenti riescano ad acquisire e a mantenere l'autorevolezza, (specie per quanto riguarda la scienza e la cultura) ed essere quindi "accreditate", grazie alla propria reputazione, oppure grazie alla disponibilità di competenze e mezzi.

Sarà proprio sugli effetti sociali delle nuove tecnologie e sulle possibili conseguenze sulla nostra vita (dalla privacy all'e-democracy) che il testimone passerà a Roberto Grandi, mass mediologo che da anni si occupa, tra l'altro, di analizzare i cambiamenti del panorama mediatico: un'occasione per riflettere anche sull'interpretazione visionaria che ci ha lasciato McLuhan: il medium è il messaggio.