Il Cineca ha sviluppato una banca dati georeferenziata degli acquerelli di Luigi Bazzani, pittore Bolognese che vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, utilizzando gli strumenti messi a disposizione Google Earth. Questa applicazione correda, come suo complemento virtuale, la versione fisica dell’esposizione "Davvero! La Pompei di fine '800 nella pittura di Luigi Bazzani" in programma a Bologna dal 29 marzo al 26 maggio 2012, e successivamente a Napoli: al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dal 4 luglio 2013 al 6 gennaio 2014.
L’applicazione si apre con l’inquadratura dall’alto del sito archeologico di Pompei, con il Vesuvio sullo sfondo e il litorale sulla sinistra. I luoghi e gli edifici ricollegabili alle opere del Bazzani sono indicati su quella base territoriale da un placemaker, un segnalino abbinato ad una icona, e sono raggiungibili per due vie: sia attraverso una libera navigazione del paesaggio urbano, sia tramite un elenco sulla sinistra dello schermo. Accanto al placemaker è visualizzato l’acquerello più rappresentativo per quel luogo, attraverso un’immagine in sovrapposizione. Selezionandolo, l’utente può entrare nella modalità “foto”, grazie alla quale è possibile ingrandire l’acquerello. Nella parte in alto a destra dello schermo appare una piccola mappa dell’acquerello in evidenza: diventa così possibile osservare nel dettaglio l’immagine, sia selezionando la parte di interesse con il rettangolo visibile sulla mappa sia direttamente spostando l’immagine.
Nella navigazione vengono proposti anche modelli tridimensionali a bassa risoluzione di edifici, perlopiù pubblici, dell’area degli scavi, selezionati fra quelli disponibili sulla rete. Un singolo click sul segnalino permette di visualizzare i dati di sintesi dell’oggetto del lavoro di rappresentazione del Bazzani: il nome del luogo o dell’edificio di pertinenza, gli anni degli scavi, una breve descrizione ed il link ad una scheda di approfondimento. Ulteriori dati sugli elementi di interesse, se presenti, sono disponibili tramite una planimetria. Ad ogni spazio possono essere collegate una o più vedute, corrispondenti a quanto realizzato dal Bazzani e tutte corredate di descrizione dettagliata. Per ciascuna opera è proposto il confronto fra più documenti iconografici: accanto all’acquerello, le eventuali fotografie storiche d’epoca, quelle dello stato attuale, appositamente realizzate con la medesima prospettiva adottata dal pittore.
La soluzione adottata per l’applicazione dedicata a Luigi Bazzani è stata pensata per essere usata con facilità da ogni profilo di utente, anche da chi ha meno familiarità con le applicazioni informatiche. Il risultato è uno strumento in grado sia di consentire alle opere del Bazzani di raggiungere un pubblico più ampio di quello degli addetti ai lavori, sia di assicurarne la continuità di fruizione, ben oltre la durata dell’evento temporaneo che ne ha permesso la riscoperta. Si prolunga così nel tempo l’effetto che questa mostra ha cercato di ottenere, cioè la promozione di un turismo culturale sempre più consapevole, verso, e attraverso, Pompei.
Per la realizzazione del prodotto multimediale che correda la mostra è stato utilizzato un approccio Open Access: gli strumenti che vengono messi a disposizione del pubblico si propongono come un prodotto di lunga durata e ”aperto”, implementabile in itinere.
Questa scelta segna la tappa più recente di un percorso coerente, di ricerca e comunicazione, iniziato più di un decennio fa, nel 1999, grazie alla collaborazione di un’équipe mista, di archeologi e tecnici che si proponeva di sperimentare le potenzialità della Virtual Reality applicata alla ricerca e alla valorizzazione in archeologia, con un approccio aperto alla condivisione e al riutilizzo dei dati con obiettivi didattici e di ricerca.
Il percorso espositivo è stato promosso dalla Fondazione del Monte in collaborazione con l'Università di Bologna - Dipartimento di Storia Culture Civiltà, Sezione di Archeologia, un inedito progetto espositivo dedicato al pittore bolognese Luigi Bazzani (Bologna 1836 - Roma 1927), le cui opere sono conservate in molte prestigiose gallerie in Italia e all'estero: nel Museo Archeologico Nazionale e nella Galleria di Capodimonte a Napoli, nella Galleria di Arte Moderna a Roma, fino al Victoria and Albert Museum di Londra.
La mostra, realizzata con il contributo dell'Istituto Banco di Napoli-Fondazione e con la collaborazione della Soprintendenza dei beni Archeologici di Napoli e Pompei. Il progetto è la tappa finale di un percorso di ricerca pluriennale condotto dall'Università di Bologna, condotto in collaborazione con il Cineca (con cui ha condotto diversi progetti di Virtual Archeology, come la Casa del Centenario) ripercorre l'eccezionale produzione del pittore bolognese, caratterizzata da una grande qualità artistica e da una prodigiosa abilità tecnica, che rappresenta ancora oggi un prezioso aiuto per lo studio di Pompei e della sua storia.










